20/05/2009
.:VI:.
L'eterno silenzio raccolto in un cumulo di pensieri. Lo osservo afflitto nell'oscurità della notte. Mani che tremano come foglie nel periodo autunnale. Parole che non vogliono prendere forma e silenziose si schiantano contro muri di gomma. Il desiderio che non produce suono. Solo lamenti. Gesta incompiute che non trovano sfogo. La felicità è imporsi un qualcosa di irrealizzabile. Un sogno ad occhi aperti che svanisce nella prima luce del giorno. Inviolabile. Come i tuoi baci di seta mentre accarezzi un viso senza tempo. Persi nel chiarore della luna. Distanti come pianeti mai scoperti. Labbra silenziose esplorano la naturalezza dei tuoi gesti. Un'infinità di bolle di sapone che leggere si librano nell'aria per esplodere in un infinitesimo di secondo. Parole che si vestono di mistero. Di fascino avvolto in decadenti sonetti. Il piacere dell'ignoto che si incarna nel corpo. Tra le fessure oscure della carne. Nella dimora della passione. Un senso che preme nel costato. Strazionadolo. Rivivo il tuo sorriso per un attimo. La testa sul mio petto a deliziarlo. Mi sussurri all'orecchio innocenti bugie per poi gettarti in tenere gesta di una passione distratta che logora nel tempo. Sfinito. Privato di un qualcosa che non vuole spegnersi. Una luce fioca che non vuole morire. Mi aggrappo alla fede. Una nave senza rotta che tenta invano di arenarsi su una spiaggia di coralli. Un corridoio di specchi ove l'uscita sembra sempre distante. Un gioco di colori che si schianta contro un niente. Il volo isterico di un gabbiano.
Fottutamente S.T.E.R.I.L.E.
15/05/2008
Nel sogno viviamo in silenzio
persi nel profondo della notte,
come anime senza dimora
nell'attesa della luce.
Or tu dimmi fratello buio
quante stelle dovranno brillare prima che la luna inizi il suo corso
e i suoi raggi ad inebriare i nostri corpi,
sdraiati ad ascoltare il percorso della vita?
Come candele ardiamo animate da sbuffi di vento
dondolando tra le forme silenziose di un quartetto d'archi
che lentamente aspetta il turno per entrare in scena.
07/01/2008
Incubo
Scappa,
corri più lontano che puoi.
Questa notte è più fredda delle mani di un morto.
Non fermarti e corri senza voltarti,
potresti essere tu il prossimo
a non vedere più la luce del giorno.
L'assassino ha il volto tumefatto,
il suo ghigno non sa di buone intenzioni
e nella mano stringe un coltello.
Corri tra gli alberi e prega il cielo e
le stelle che questa corsa giunga dall'altra parte della collina.
La luna ti osserva,
rossa di sangue se la ride,
mentre i suoi passi si avvicinano.
Una lama penetra il tuo cuore
e tutto finisce in un letto pieno di sudore
fra gli odori di menta che coprono il tuo corpo.
18/09/2007
Forse era qualcosa
o forse soltanto un nulla
a circordarci dentro questo
mare di solitudine.
Un vuoto alla deriva,
carico di sprazzi di cielo
in un incolmabile silenzio taciuto.
Visione divina di una sirena
posata sopra una roccia.
Delicato pensiero all'alba
di un nuovo mattino
che inebria i tramonti trascorsi
lasciandosi dietro lunghe ore
di passione perduta,
nei secoli dei secoli,
come orme indelebili
su una spiaggia fatta di coralli
09/02/2007
Giochi di ombre su muri coperti di luce satura
che in sprazzi si perde delineandosi in forme mancanti.
Osservo il vuoto circostante,
concedendomi il riposo degli angeli,
quel placare di anime che sussurra dolcemente il mio nome.
Afferro la vita per un istante,
sbattendo la testa contro muri invisibili
che dinnanzi al destino morir non vuole
e come foglia tremante
cado nel profondo baratro del silenzio di una colomba
la quale strapparon le ali.
Oh pietà, sincera e misericordiosa,
quale destino nascondi dietro il tuo velo
di misterioso tacere.
L'inganno dei vivi che un tempo brillava
or si nutre di morte soave.
Buio che oscuri il giorno,
tremendo aneddoto di esistenza,
frammento di sogno infranto
che al calar di una luna apatica
deformi i sonni lieti dei bimbi innocenti.
Luna di sangue,
la tua luce mi invade,
fissandomi compassionevole
ed i colori del cielo divampan come fuoco.
Fiamme che ardono,
lasciate dal vento incustodite
sopra viali di foglie
spazzate da un colpo di vento,
in un freddo giorno d'inverno.